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Il cuore antico di Calvi Risorta, la piccola città tra Appia e Casilina

Emma Buondonno
Chiara D'Alise (a cura di)
25,00 €
23,75 €

alt collana Ricerche e Progetti di Architettura e di Urbanistica
alt 21 cm x 29,7 cm
alt brossura
alt 112 pagine
alt 78 immagini a colori, 35 in b/n
alt 2019-12
alt ISBN 978-88-89972-89-2
alt opera in libero accesso

Può un insieme di vestigia del passato rappresentare il nuovo punto di partenza per la rinascita di un territorio?
Può un piano urbanistico comunale riprendere il filo della memoria e proiettare nel futuro il destino di una comunità?
Può un regolamento edilizio riassumere i significati del recupero prudente e del restauro ambientale e architettonico della millenaria stratificazione storica di una cittadina?
Questi sono gli attrezzi del mestiere e con queste regole si deve vincere comunque una sfida tanto difficile tanto più che i giovani trovano in altri luoghi le ragioni per progettare il loro futuro.
Ma il pensiero che ha sempre guidato in questi anni gli studi e le ricerche su Calvi Risorta non si è mai allontanato da questo scopo: ritrovare la memoria dell’Antica Cales come radice del futuro di una comunità in divenire. Questo il pensiero che spinse a piantare quaranta giovani alberelli nei giardini delle scuole per i bambini nati nel 2016.
Il governo del territorio deve scaturire da un atto d’amore verso i più piccoli, verso gli anziani e verso tutti coloro che in realtà non hanno voce per far sentire le loro esigenze, i loro desideri, i loro bisogni. Un Piano non è più un sistema di regole per consentire ulteriori cementificazioni e per rendere edificatori comparti secondo schemi di metri cubi e metri quadrati. Il governo del territorio deve andare oltre misure così riduttive, deve definire la visione di una città e lo scopo di vita della comunità insediata. Calvi Risorta ha nella natura dei suoi luoghi, nella stratificazione storica millenaria e nelle straordinarie risorse della sua comunità le ragioni da rintracciare per valorizzare tutto il suo patrimonio materiale e immateriale.
Tutto deve ripartire dal suo cuore antico, tutto deve riprendere forma dai torrenti, dagli alvei che tracciavano fossati difensivi di una città raccolta intorno al suo anfiteatro, al suo teatro, alle regioni di case e di botteghe, alle terme e ai decumani. Tutte le vestigia che affiorano dalla terra fertile calena possono generare nuova vita e nuove attività; possono far nascere un Parco Archeologico “Minore” che minore non è e che raccolga nel Castello medievale i suoi reperti archeologici di pregio o nel Seminario seicentesco un centro studi internazionale e una biblioteca specialistica e nella Chiesa e nei resti della Basilica i luoghi della spiritualità cristiana che si unifica ai nostri giorni.
L’antica via Casilina che portava a Roma ancora oggi costituisce la fondamentale arteria di collegamento tra Calvi e i centri limitrofi oltre che la connessione alle reti autostradali. Una accessibilità di fondamentale importanza dell’armatura urbana delle città dell’Agro Caleno e della Provincia di Caserta. Senza dimenticare la ricchezza di un’agricoltura di pregio con prodotti locali di estrema prelibatezza, vitivinicoli e dell’olivicoltura, uniti alla trasformazione del latte bufalino degli allevamenti specializzati più che in ogni altra parte d’Italia.
Itinerari archeologici, naturalistici, agrituristici, enogastronomici, artistici, culturali e legati al paesaggio agrario possono costruire un insieme di opportunità di nascita di imprese di settore ad alta qualificazione per intercettare i già consolidati flussi del turismo internazionale rivolto alla presenza della Reggia di Caserta tra i monumenti più visitati al mondo.
Il settore dello sviluppo turistico certamente non può rappresentare il solo segmento di ripresa economico-sociale di una comunità ma se coniugato alla valorizzazione in senso più ampio del territorio nelle sue imprese agro-zootecniche e di trasformazione dei prodotti enogastronomici con precise strategie di cura e restauro degli ambienti agricoli e forestali si può immaginare concretamente una strada di crescita e di sviluppo della città di Calvi Risorta e del suo territorio.
Anche le scuole devono svolgere un ruolo di crescita culturale e sociale delle nuove generazioni con percorsi di internazionalizzazione da un lato e di forte rafforzamento delle conoscenze scientifiche e umanistiche costruite sulla specificità dei reperti archeologici e delle produzioni locali.
Quanto più sarà salvaguardata la specificità e la qualità dei prodotti locali e il sapere e la conoscenza delle peculiarità culturali e artistiche dell’Antica Cales tanto più sarà possibile una collocazione sui mercati internazionali degli stessi prodotti e risultati scientifici legati alla vita del Parco Archeologico “Minore”.
L’accoglienza, la cura e il recupero dei valori tradizionali non rallenta minimamente alcuna proiezione verso le specificità e le esigenze della vita contemporanea richiesta dalle nuove generazioni anzi, al contrario, sono proprio le nuove generazioni destinate al rinnovamento di un approccio globale attraverso la valorizzazione dei significati e dei valori stratificati dalla storia di un territorio.
L’Antica Cales dovrà riannodare il filo delle ragioni della storia da un lato e della natura dei suoi luoghi dall’altro per riavviare un processo unitario di sviluppo culturale, sociale ed economico della collettività.

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