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Londra. “The Science of Naples: Making Knowledge in Italy’s Pre-eminent City, 1500-1700” è il titolo del convegno tenutosi recentemente all’University College di Londra. Organizzato da un team internazionale di ricercatori in cui figurano Andrew Campbell, Lorenza Gianfrancesco e Neil Tarrant, questo evento ha portato nella capitale britannica la storia del Regno di Napoli nel periodo rinascimentale e il ruolo fondamentale della sua capitale nel panorama scientifico europeo.

Tra il 1550 e il 1700, il capoluogo partenopeo era considerato tra le città scientifiche più importanti d’Europa. Al pari di Londra, questa città era la meta di filosofi, scienziati e accademici che trovavano in Napoli il luogo perfetto per lo studio e la ricerca. Come ha spiegato Adrew Campebell, Teaching Fellow all’UCL: «L’ubicazione della città la rendeva un centro scientifico, ovvero un laboratorio aperto. Centro portuale tra i più importanti del Mediterraneo, sede di traffici e realtà multiculturale, Napoli divenne un punto di approdo per uomini di lettere, ricercatori e scienziati che visitavano la città per ammirarne le università, i centri di ricerca, i musei e le innumerevoli accademie, all’interno delle quali anche eruditi stranieri partecipavano o dibattevano di questioni scientifiche che si muovevano tra medicina, territorio e cosmologia. Grazie anche al mecenatismo spagnolo e privato, scienziati e studiosi come Giambattista della Porta condussero e disseminarono ricerca e conoscenza».

Dunque, una rete formata da università, ospedali ed enti privati che consentiva agli scienziati del luogo uno scambio continuo di competenze e che permetteva alla città di crescere ed arricchirsi.

 

Dottoressa Gianfrancesco come è nata l’idea di questo workshop?

Siccome ci occupiamo dell’Italia meridionale nel Rinascimento in modi diversi, abbiamo voluto organizzare un workshop sulla città che intreccia le nostre ricerche: Napoli.

 

Il convegno vede la partecipazione di molti eminenti professionisti tra cui Gabriella Di Martino dell’Università degli Studi Federico II, Gennaro Rispoli del Museo Arti Sanitarie e il professore David Gentilcore dell’Università di Leicester e Aix-Marseille. Dottor Tarrant, quali sono i temi principali che sono stati affrontati?

Abbiamo analizzato diversi aspetti nell’ambito della storia della scienza e della filosofia di Napoli. Ci interessiamo specialmente dei luoghi e dei metodi di produzione e trasmissione della conoscenza. Dai laboratori alchemici di un frate domenicano, alle accademie, dagli studi geologici al dibattito medico a seguito di eventi come la peste del 1656, la città di Napoli ha sempre occupato un ruolo centrale nella storia del sapere scientifico in Europa.

 

Un altro fattore che rendeva Napoli un centro scientifico fondamentale era la sua conformazione geologica, come ci spiega Andrew Campbell: «Tra il 1631 ed il 1635 a Napoli si pubblicarono più di 250 testi su quell’eruzione, è facile immaginare l'importanza della città nel processo di rilancio degli studi vulcanologici che, fino a quel tempo, avevano ricoperto un ruolo secondario nel panorama intellettuale europeo».

Napoli era il luogo dove culture diverse si incontravano e dove la scienza poteva fondersi con l’arte senza perdere la sua identità come dimostra il Museo delle Arti Sanitarie.

 

Oggi esiste un legame fortissimo dal punto di vista accademico tra Napoli e Londra. Dottoressa Gianfrancesco qual era il legame tra Londra e Napoli in quel periodo?

Nel Seicento il legame principale tra Londra e Napoli si giocò in ambito accademico. I rapporti tra la Royal Society e consessi cittadini come gli Investiganti o gli Oziosi narrano di una lunga storia di contatti, scambi e perfino traduzioni in inglese di testi scientifici pubblicati a Napoli. Uno dei punti di contatto più forti tra Londra e Napoli fu l’interesse anglosassone nelle discipline geologiche e vulcanologiche. A ciò va anche aggiunto l’impatto di personaggi noti come Della Porta, la cui Magia naturalis fu tradotta in inglese a Londra nel 1658.

 

Il territorio partenopeo, per la sua conformazione geologica e per le tante culture che si sono avvicendate nel corso dei secoli, è stato da sempre un luogo di interesse e di studio a livello internazionale. In particolare, tra Napoli e il Regno Unito, esisteva ed esiste un legame molto forte che risulta ancora più evidente in ambito scientifico. Il convegno “The Science of Naples” ha puntato i riflettori su un periodo storico poco conosciuto, una Napoli spesso dimenticata dalla storia ma che con le sue eccellenze è stata fondamentale per il progresso culturale e scientifico. Londra celebra il rinascimento napoletano e ricorda quanto il sodalizio scientifico tra queste due città sia imprescindibile.

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