fondoScienzae

Il quaderno dei conti di casa. Lo zen e l’arte del risparmio ecologico e solidale

Altreconomia
Scienza
Altra Economia
2017
Pag. 192 euro 13.90

Italia. Di giorno in giorno. I “conti” hanno almeno duplice significato: sono entrate e uscite in quantità di ciascun nucleo (anche collettivo pubblico, o individuale), indicano qualità e priorità pratiche ed etiche delle merci usate. Ispirandosi al kakebo giapponesi, sottolineando consumi equi e solidali, la cooperativa che da quasi venti anni edita il mensile Altreconomia ha realizzato un utilissimo volume per tenere in ordine il bilancio (consapevolezza, puntualità, squilibri) e creare le condizioni per rendere più sagge e sostenibili alcune abitudini (autodisciplina, stile di vita, indipendenza dalla pubblicità, opzioni ecologiche, meditazione). Dal 2018 in avanti ogni anno è buono; ciascuna doppia pagina indica mese e settimana (spese, scadenze, eventi, consigli); ogni tanto alcune schede compilate da esperti dell’associazionismo intervallano la sequenza (risparmio, denaro, vestiti, igiene e pulizia, cibo, viaggi, cultura, tecnologia, mobilità, salute, energia, ambiente).


Non è mai troppo tardi. Testamento di un maestro

Alberto Manzi

Pedagogia
EDB
2017
Pag. 91 euro 7,50

Rai. 1960-1968. Alberto Manzi (1924-1997) condusse il programma della televisione pubblica “Non è mai troppo tardi”, ideato in collaborazione con il Ministero della Pubblica istruzione per contrastare l’analfabetismo. La trasmissione ebbe tale successo che riuscì a far prendere la licenza elementare a quasi un milione e mezzo di italiani e venne riprodotta all'estero in ben 72 paesi. In precedenza Manzi aveva innanzitutto insegnato in carcere a Roma, poi intrapreso una promettente carriera universitaria, interrotta per fare il maestro a scuola, compiere ricerche internazionali (soprattutto in America Latina), preparare testi per ragazzi. Qualche mese prima di morire, il 13 giugno 1997 realizzò una videointervista con Roberto Farné (oggi ordinario di Didattica a Bologna), che negli ultimi quindici anni molto ha scritto sul ruolo educativo della televisione e su Manzi. Dopo un’esplicativa introduzione, il volume raccoglie la trascrizione dell’intervista al bravissimo educatore.


Stephen Jay Gould

Alessandro Ottaviani

Scienza
Ediesse
2012
Pag. 216 euro 12

New York, 10 settembre 1941 – 20 maggio 2002. Consiglio di approfondire la conoscenza di Gould, uno dei grandi scienziati del Novecento, straordinario divulgatore scientifico. Famiglia laica (ebrea non osservante), padre stenografo marxista e madre artista di origini ungheresi, “graduato” nel 55, diplomato nel 58, buon corista e fanatico del baseball, laureato nel 63 in geologia, mogli e figli. Paleontologo per vocazione e professione, dal 71 teorizzò con Eldredge gli “equilibri punteggiati” (in alternativa al “gradualismo filetico”) per connettere evoluzione della biosfera, selezione naturale, speciazioni. Dal 73 ottenne la cattedra ad Harvard, formatore di tanti nuovi zoologi, biologi, scienziati, protagonista del dibattito culturale internazionale anche attraverso meravigliosi libri (alcuni tradotti in italiano). Il giovane filosofo della scienza Ottaviani ha scritto una chiara e utile biografia intellettuale con finestre di approfondimento, ottimo glossario, curata bibliografia.


L'abisso. Piccolo mosaico del disumano

Flore Murard-Yovanovitch

Trad. Luca Briasco
Reportage
Stampa alternativa
2017
Pag. 139 euro 10

Mediterraneo. Ai giorni nostri. “In una pulsione senza precedenti dalla Seconda guerra mondiale, l’Europa sceglie la violenza come politica e decide di spostare la sua Frontiera più a sud, in Africa, trasformandosi in un dispositivo per bloccare e per deportare chi tenta di arrivare – l’Europa si fa muraglia di eserciti e di poliziotti, di campi, di leggi e persecuzioni”. Da circa dieci anni la giornalista Flore Murard-Yovanovitch, di origine serbe, nata e cresciuta in Francia, globetrotter militante, spesso con base a Roma, raccoglie cronache, commenti, pensieri, recensioni nel blog https://floremy.wordpress.com/about/, molto imperniato sulla (cattiva) politica europea nei confronti delle immigrazioni. Non solo comunque: si tratta di scritture intuitive di quello che c’è nell’aria e delle trasformazioni psicosociali in corso, pulsanti verso una società diversa, libera e davvero umana fondata su rapporti umani nonviolenti, sulle realizzazioni reciproche degli individui, della loro identità, in creatività e fantasia. Esce ora con la terza parte di quello che ha chiamato “piccolo mosaico del disumano”. Dopo Derive (2014) e La negazione del Soggetto Migrante (2015), L’abisso (ottobre 2017) contiene quasi una trentina di testimonianze e resoconti su episodi di flusso migratorio del biennio 2015-2016: la percezione “delirante” (concetto ripreso dallo psichiatra Fagioli) che impera sugli organi d’informazione e sui social, capace di delirare sugli esodi, distorcendo dati e realtà; il nuovo “fascismo” della frontiera, ovvero muri razziali, caccia ai profughi, campi di concentramento nuovi lager lungo i transiti o all’arrivo, rimpatri forzati e mortiferi; la vera e propria “guerra” ai migranti, ovvero pattugliamenti militari respingenti, fuoco armato contro i soccorritori, naufragi indotti o accettati, psicopatologia dei poteri statali e comunitari.
Flore Murard-Yovanovitch (Parigi, 1972) è una storica di formazione, divenuta ben presto operatrice dell’Onu e di varie Organizzazioni non governative, giornalista freelance, coinvolta nelle esperienze di psichiatria dell’analisi collettiva di Massimo Fagioli (1931-2017), testimone diretta e sul campo di storie e volti di esodati. I testi erano in parte usciti anche su quotidiani cartacei e online, agenzie varie. Nel volume la scrittrice assembla i pezzi non per tema, ma per amaro argomento e aggiunge un lavoro di editing, oltre a un ricco apparato di circa cento note (con citazioni bibliografiche e riferimenti giuridici). Entusiasta l’impegnata postfazione di Alessandro Dal Lago, che parte dal “costo umano” dei morti di frontiera (“Trentamila annegati in vent’anni. Quaranta o forse cinquantamila morti, se contiamo le vittime, per fame, sete, torture o guerra, nelle savane, nei deserti e nelle desolazioni che separano l’Africa… dalle coste mediterranee”) e integra il libro con le novità del 2017: “quello che è successo in Italia tra il febbraio e l’estate del 2017 non ha precedenti. Una campagna, probabilmente appoggiata o ispirata dai servizi segreti, alimentata dai media scandalistici e legittimata da alcuni magistrati inquirenti loquaci o specializzati in esternazioni alla stampa, ha preso di mira le navi delle Ong che operano tra Sicilia e Libia, salvando migliaia di migranti”. Ė purtroppo un dato che l’Europa di fatto non ha mai riconosciuto il diritto di restare (con la schiavitù antica e moderna, il colonialismo, lo sfruttamento, le emissioni di gas serra) e ha paura della libertà di migrare (altrui e universale), unita da una psicosi nazionalistica ed etnocentrica. Abbiamo bisogno di conoscenza ed empatia per resistere alle abissali disuguaglianze!
Libertà di migrare https://floremy.wordpress.com/resistenza-migrante/


Onde confidenziali

Marc Fernandez

Trad. Francesco Bruno
Noir Hard-Boiled
Sellerio
2017
Pag. 217 euro 16

Madrid. Qualche anno fa. Una donna fuma e ascolta in auto “Clandestino” di Manu Chao, finché non passa Paco Gómez, 36enne consigliere comunale dei franchisti dell’AMP (Alleanza per la maggioranza popolare), candidato a fare il ministro dell’Economia nel prossimo governo dei neo vincitori di destra alle elezioni politiche spagnole (quelle dopo la legislatura in cui fu approvato il matrimonio per coppie omosessuali). Gli spara alla nuca con una P38 nuova fiammante, un inizio di vendetta. Dopo aver votato, il sofferente giornalista slow Diego Martín (1970) è rientrato a casa nell’appartamento di Malasaña, vive solo (depresso, senza amore e senza sesso) da quando il capo del cartello di Juárez ha fatto uccidere l’amatissima moglie Carolina cinque anni prima, e ascolta davanti alla tv le pessime notizie sui risultati elettorali. Passano sei mesi. Diego è un democratico di sinistra, ma non gli hanno cancellato il programma settimanale di ogni venerdì, la seguita trasmissione “Onde confidenziali” dell’emittente pubblica Radio Uno, due ore dalla mezzanotte in avanti, in cui si occupa soprattutto di mala giustizia e ospita dettagliate cronache di un anonimo magistrato. Una sera decide di riparlare dell’insoluto assassinio di Gómez, ha chiesto alla sua bionda amica transessuale Ana Durán, già escort di gran classe, ora ottima detective privata, di dargli qualche spunto nuovo, inoltre vuole intervistare la madre della vittima. Quel pomeriggio la vendicatrice ferma l’auto del 90enne ricchissimo notaio Don Pedro de la Vega (legato alla destra della destra) e, quando lui abbassa il finestrino, gli spara in fronte e cancella il secondo nome dall’elenco di cinque che ha appuntato su un foglio. Diego scopre che Ana aveva avuto l’incarico di indagare sul notaio da parte della bella alta mora Isabel Ferrer, penalista francese da poco trasferitasi a Madrid per fondare l’Associazione nazionale dei bambini rapiti (Anbr).
Dopo vari libri inchiesta a quattro mani (con Jean-Christophe Rampal, anche su Ciudad Juárez), il giornalista francese Marc Fernandez (1973) esordisce nel “polar” (originale del 2015) con un interessante ritmato romanzo, Mala vida (titolo preso da un’altra canzone di Manu Chao). La narrazione è in terza varia al presente, concentrata in parallelo sui due protagonisti, Diego e Isabel, destinati ad attrarsi, almeno un poco, mentre la discutibile vendetta procede. Lo spunto è un fatto di cronaca nera: nel gennaio 2011 l'Associazione nazionale delle vittime delle adozioni irregolari (Anadir, «ricongiungere» in spagnolo) presentò una denuncia per la scomparsa di 261 bambini durante il periodo del franchismo; la dittatura era durata dal 1939 al 1975, il numero delle possibili vittime ben presto si moltiplicò, la vicenda creò enorme scalpore nelle regioni spagnole più coinvolte, emerse che i crimini erano continuati anche dopo Franco. La stessa Isabel ha la nonna 89enne Emilia nel XVIII° arrondissement di Parigi, cui fu sottratto a Madrid (in un ospedale gestito dalla Chiesa) il neonato in fasce quando aveva 21 anni e militava nel Partito comunista, e che accetta l’invito della nipote di farsi intervistare da Diego. C’era una vera e propria organizzazione criminale legata al regime franchista e creata al solo scopo di privare dei figli alcune famiglie di oppositori. Per il resto, i riferimenti politici sono liberamente tratti dalla vicenda spagnola. I cenni all’Italia riguardano una sorta di “berlusconizzazione” del paesaggio mediatico nazionale da una parte, il rischio per individui che ficcano il naso dove non dovrebbero di ritrovarsi a “vivere come Saviano”, sotto protezione permanente, dall’altra. Calimoxo è il miscuglio obbrobrioso di Coca e vino; meglio il rum del Venezuela e un bicchiere di Rioja. Diego ama anche Pink Floyd e Noir Desir, Isabel Mozart.
Desaparecidos http://www.ilgiornale.it/news/rapiti-culla-e-venduti-40-anni-scoprono-che-loro-vita-bugia.html


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