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C’è vita su Marte e soprattutto sulla Luna. Non sono domande ma il frutto di una riflessione alla quale mi hanno indotto le ultime serate di luna piena, con Marte non “troppo” distante dal nostro satellite, a Ravello nello scenario offerto da Villa Rufolo abbracciata dai Monti Lattari e dal mare.

In modo particolare la sera di lunedì 30 luglio quando pianeta e satellite hanno applaudito con astrale discrezione, ma evidente partecipazione, all’incontro con Paolo Fresu, Daniele Di Bonaventura e il Coro “A Filetta”. Un evento in esclusiva italiana realizzato a Ravello grazie al lavoro della instancabile e preziosa Maria Pia De Vito che da un paio d’anni è anche il direttore artistico della sezione Jazz del Festival ravelliano.

L’intesa tra la tromba di Paolo Fresu, il bandoneón di Di Bonaventura e i sei coristi di A Filetta, coro nato in Corsica giusto 40 anni fa, è avvincente e lo spettacolo ha rubato l’attenzione di un pubblico folto anche se di tanto in tanto impoverito (ma solo quantitativamente) da diecine di spettatori magari presenti solo per invito (dato il prezzo del biglietto altrimenti sarebbero stati più a lungo alloro posto).

Un bel concerto, degno della cornice che ho descritto. Se fra i presenti vi fosse stato il leopardiano pastore errante, guardando la luna, non le avrebbe chiesto “che fai tu luna in ciel?”. Lo avrebbe capito e l’avrebbe anche ringraziata per il suo assorto silenzio.

Può sembrare che l’entusiasmo mi abbia preso la mano. Magari è anche così. Ma Ravello è uno spunto. Per ricordare che si è da poco concluso il Napoli Teatro Festival; che ogni domenica, riprendendo una tradizione di diecine di anni fa, vi sono stati concerti nel Bosco di Capodimonte; che sta per cominciare l’itinerante Pomigliano Jazz culminante nell’emozionante concerto al cratere del Vesuvio; che vi è stata e vi sarà sino al 24 agosto musica serale tra i templi di Paestum e che non da meno sarà Pompei; che a Benevento sta per cominciare l’annuale Benevento Città spettacolo e non saranno da meno Caserta e Caserta vecchia… e ne ricordo solo alcuni di quelli che meglio conosco.

Il tutto, prendendo spunto da Ravello, per ricordare che la Campania è regione attraente anche per l’elevato livello culturale di tante iniziative. Iniziative che andrebbero meglio comunicate e organizzate secondo un calendario che eviti le sovrapposizioni e consenta, a chi può e vuole, di andare un po’ qui un po’ là. Magari anche attratto da mare e monti in quello che una volta si chiamava “turismo intelligente”.

Facile a proporsi, ma non altrettanto a realizzarsi. Perché mentre vi sono iniziative, come Ravello da cui sono partito, che si possono realizzare secondo un ormai tradizionale calendario, molte altre prima di sapere se e quando cominciare devono attendere la pubblicazione di bandi regionali e/o comunali. Partecipando ai quali devono sapere se e quanto riceveranno in contributi e, quindi, fare le corse per sapere chi si trova su piazza per realizzare il programma.

Insomma il turismo, anche estivo, potrebbe essere un’ulteriore risorsa da far fruttare. E pubblico e privati dovrebbero rendersi conto che gli investimenti in questo settore sono in grado di fruttare molto. Non solo in vil moneta.

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