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(da fonti documentali varie e “Da Bophal alla Farmoplant” di L. Mara, M. Palagi, G. Tognoni, Ecoapuano)

 

La Farmoplant aveva rilevato le attività dello stabilimento Montedison che produceva fertilizzanti azotati, chiuso nel 1972, e riaperto per la produzione di pesticidi. In quegli anni la chiusura della Montedison suscitava poteste e un movimento dei lavoratori che chiede il rinnovamento e la riapertura degli impianti. Fuori dalla fabbrica si costituisce l’Assemblea Permanente della Popolazione di Massa Carrara, supportata da Medicina Democratica e poi da altre associazioni ambientaliste e di cittadini, che protestano per l’uso nel ciclo produttivo dei pesticidi del gas asfissiante fosgene, nota arma chimica usata nella seconda guerra mondiale. Lo stesso gruppo di cittadini convocherà un referendum popolare, il primo di questo tipo, per la chiusura delle fabbriche inquinanti e la bonifica.

1976 – apertura dell’impianto Farmoplant per la produzione di Rogor (dimethoate), Mancozeb, Trifluralin, Cidial, Parathion (alcuni di questi pesticidi saranno presto vietati per la loro tossicità sull’ambiente e sulle persone). Entra in funzione un inceneritore per lo smaltimento di reflui di produzione con tecnologie che non garantiscono l’abbattimento degli inquinanti.

1976 luglio – esplosione con fuoriuscita di diossina Icmesa a Seveso (Italia), settembre esplosione Enichem di Manfredonia

1978 gennaio – esplosione di fusti di Methil-Parathion

1978 ottobre – esplosione di ditiocarbammati

1979 maggio – muore asfissiato nell’impianto di Rogor un tecnico

1979 giugno – si scopre inquinamento da Trifluralin nella falda

1980 gennaio – fuoriuscita di algofrene dall’impianto Rogor

1980 agosto – grave incendio da autocombustione del pesticida Mancozeb – grandi manifestazioni chiedono la chiusura della fabbrica, che sospende il lavoro

1980 settembre – si scopre inquinamento da Rogor nella falda

1980 dicembre – dopo un accordo tra sindacati e dirigenza riapre la Farmoplant. La

magistratura impone la chiusura di mille pozzi artesiani.

1983 marzo – esplodono 12 fusti di Rogor

1984 gennaio – inquinamento del canale Lavello che sfocia in mare

Il 12 marzo 1984 va in fumo un reparto dell’ANIC Rumianca di Avenza, molto vicina alla Farmoplant, dove si producevano diserbanti che comprendevano tra gli ingredienti l’acido 2,4-D (2,4diclorofenossiacetico); il tentativo di spegnimento con acqua provoca una nube tossica che diffonderà l’inquinamento nella zone circostante. Le analisi dell’area provano la diffusa presenza di diossine

1984 seconda metà dell’anno – trattamento in inceneritore di prodotti pesticidi che provocano maleodoranze

3 dicembre 1984 – esplosione della Union Carbide a Bophal, che produceva pesticidi analoghi a quelli della Farmoplant

1984 dicembre – manifestazione dei cittadini di Massa e Carrara in solidarietà ai morti e malati di Bophal.

1986 gennaio – fuga massiccia di ammoniaca dalla Farmoplant

1986: maggio – incidente nube radioattiva a Chernobyl, Ucraina

1986 ottobre – muore un operaio nell’impianto di Rogor per il rovesciamento di un mezzo meccanico

1986 novembre – esplosione dell'hangar 956 della Sandoz a Basilea (Svizzera), che conteneva 1300 tonnellate di prodotti agrochimici. Inquinamento gravissimo del fiume Reno e migliaia di persone con irritazioni alle vie respiratorie e agli occhi.

1987 25 ottobre – referendum di iniziativa popolare nei comuni di Massa, Carrara, Montignoso (circa 142.000 abitanti) per chiedere la chiusura della Farmoplant, del suo inceneritore, dell’ANIC Rumianca e la bonifica dell’area.

1987 31 ottobre – ordinanza del sindaco che vieta la produzione di pesticidi alla Farmoplant

1987 novembre – Convegno per la presentazione del Piano organico per la bonifica preparato dall’Assemblea Permanente della Popolazione di Massa Carrara, Medicina Democratica, AGrisalus, Centro per la salute “Giulio A. Maccacaro”

1987 dicembre – il TAR della Toscana viene revoca l’ordinanza dichiarando che “lo stabilimento presenta un grado di sicurezza del 99,999%” e può quindi riprendere le attività produttive

1988 febbraio – la Regione Toscana convoca una Conferenza Produttiva a Massa, cui presenzia anche l’Assemblea Popolare con la propria proposta

17 luglio 1988 alle ore 6,10 si verifica la prima di due esplosioni all'interno dell'impianto "Formulati Liquidi" Farmoplant. Alle 6,15 si verifica la seconda esplosione di un serbatoio cilindrico in posizione orizzontale contenente 55.000 litri (dei quali 15.000 bruceranno) di Rogor in soluzione al 45% con cicloesanone, che provocherà l'incendio alle 6,20.
Alle 8 e alle 8,30 si verificano altre due esplosioni, provocate da irraggiamento termico di accumuli di gas nei tubi dell'impianto Rogor.

La popolazione subisce irritazioni alle vie respiratorie, bruciori agli occhi, nausea, vomito, diarrea, allergie e varie manifestazioni alle vie aeree, al sistema neurologico e circolatorio nel periodo seguente. La nube copre un’area di circa 2 mila Kmq, e provoca la fuga dei turisti e dei cittadini che possono dalla zona, arrivando a far sentire i sui effetti su tutta la provincia e sulla provincia di La Spezia.

1988 luglio – lo stabilimento viene chiuso – viene costituita una Commissione Interministeriale che dichiara la necessità di eliminare per incenerimento tutti i residui tossico-nocivi

1988 agosto – il Sindaco ordina la chiusura dell’inceneritore per le emissioni dell’inceneritore che provocano malesseri e intossicazioni

1988 settembre – un gruppo di tecnici della Regione Toscana conferma la necessità di non riaprire l’inceneritore

1989 aprile – nuovo convegno dell’Assemblea Permanente della Popolazione di Massa Carrara

1989 maggio – nuova commissione interministeriale che approva la bonifica con incenerimento

1990 febbraio – il Pretore di Massa Carrara emette un divieto dell’uso dell’inceneritore

1990 settembre – viene annullata il divieto precedente in nome dell’emergenza che rende necessario l’incenerimento delle sostanze tossiche

Nel 1991 verranno abbattuti i capannoni della Società Italiana Coke con esplosivo, liberando un pulviscolo di amianto nella zona, gli impianti della Farmoplant vengono smantellati e messa in liquidazione la società.

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