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in collaborazione con Chiara Bolognini

Scienza e Arte, i legami tra queste discipline risuonano spesso suscitando diverse interpretazioni di natura filosofica. Vicine o distanti, a seconda delle interpretazioni, sovente si incontrano con l’intento di trovare un’alleanza, qualche volta nel tentativo opposto di screditarsi l’un l’altra nello sforzo di manifestazione reciproca di una presunta verità assoluta o più rilevante.

È noto che per i Classici Il mondo sensibile, che l'arte imita, non fosse solo semplice apparenza, ma realtà che in quanto tale  poteva essere oggetto di scienza, intesa sia come osservazione che come rappresentazione  attraverso  opere materiali. I Templi dell’antica Grecia, lo testimoniano ampiamente, realizzazioni che non sono soltanto mirabile esempio d’incanto e bellezza ma opere di altissima ingegneria edile e idraulica, accostamento indiscusso di scienza e conoscenza,  così come gli Acquedotti Romani, espressione di bellezza sofisticata ma considerevoli sotto l’aspetto tecnologico. Prove tangibili tra le  innumerevoli,  in cui forma artistica  e contenuto scientifico coesistono in perfetto equilibrio.

È plausibile pensare che il concetto di  arte sia presente e si espliciti ogni qualvolta vi sia una manifestazione del reale che giunga e venga catturata da uno qualsiasi dei nostri sensi sotto il trasporto emozionale. La percezione di una forma artistica è  una reazione della mente, dell’intelletto e dell’anima  nei riguardi di una rappresentazione del reale. Con ogni probabilità la raffigurazione artistica di fenomeni e concetti appartenenti all’ambito scientifico è da  considerarsi quale  stimolo  a conoscere, un invito alla curiosità, un impulso alla percezione, “un parlare  al cuore perché il cervello ascolti”. L’espressione artistica è in grado di   trasmette dei concetti anche lontani e trasversali dalla sua natura -  come può esserlo la materia scientifica - e infondere comunque delle reazioni.

 “I più grandi scienziati sono anche degli artisti sosteneva Einstain, adducendo  Leonardo da Vinci quale simbolo straordinario. Un artista affascinato dalle forme e dai  colori della natura, compresa quella umana, uno dei primi scienziati ad interessarsi ad alto livello agli studi di anatomia, il più grande a rappresentare  linee, fattezze e organi del corpo umano con una espressione artistica eccezionale, tanto da confondere la preponderanza del suo valore di scienziato con quella di artista.

Si dice che il vero scienziato ami il  proprio oggetto di studio, che ne sia affascinato.  In ISPRA non di rado  dei colleghi ci mostrano qualche opera artistica di chiara ispirazione scientifica. Nella sede dell’Istituto Superiore di Ricerca e Protezione Ambientale, un esempio del connubio esistenze tra arte e scienza è quello offerto  del notevole patrimonio geologico e storico del Servizio Geologico d'Italia che notoriamente l'ISPRA ha ereditato e attualmente custodisce, costituito dalle Collezioni Paleontologiche e Litomineralogiche, reperti e campioni  di fossili, rocce, minerali; la Collezione dei pianirilievo Geologici, la strumentazione tecnica storica. Si tratta di autentiche  opere d'arte, rilievi tridimensionali  e plastici, utilizzati in funzione di una rappresentazione della geologia italiana sicuramente più efficace di quella tecnica; strumenti di immagine e diffusione utilizzati anche in occasione di esposizioni universali. Le Collezioni sono il segno tangibile  di  un complesso di attività che va dalla  seconda metà dell'800 agli anni '70 del '900. Testimonianza esemplare di come una grande ricchezza museale si riveli nel suo triplice  valore:  scientifico, storico e artistico al tempo stesso.

Tuttavia riferimenti espliciti a opere e personaggi più o meno noti, dall’antichità ad oggi,  in cui è presente l’intreccio tra scienza e arte sono piuttosto consueti. Un semplice microscopio elettronico può rilevare delle immagini di gusto artistico; mitocondri, cellule e virus, strutturati nella loro precisione  dalla mano della natura, sono spesso ricollocati per mano degli scienziati che ne analizzano il valore scientifico, nell’universo creativo dell’arte iconografica.   Il comune denominatore di questo connubio sta forse nell’approccio dell’uomo con il mondo circostante, con la tentazione costante di scoprire o carpire i segreti della natura, della vita; in altre parole è il bisogno di conoscenza che lega la rappresentazione artistica alla scienza, o anche la necessità costante di ri-conoscere, le manifestazioni del reale scostandosi  dal senso di  stordimento derivante di per se dall’ incognito. Contemplare le fattezze perfette delle natura e  immortalarle  in una forma artistica, è per l’uomo sempre e comunque una ri-velazione.

Nell’esperienza della divulgazione audio-visiva con le produzioni di ISPRA TV, ad esempio, lo scopo  è quello di spingere lo spettatore a spostare la propria osservazione su diversi piani, ad elevare l’interesse oltre la semplice constatazione del reale, offrire dei punti di osservazione che possano stimolare andando oltre la pura e semplice conoscenza di un evento o fenomeno, anche altre modalità di comprensione, meno contingenti, più elevate, comunque tendenti  all’ambito emozionale.

Così come la scultura, la pittura, o l’architettura, anche la più giovane arte dell’audiovisivo (n.d.r.: nel campo della divulgazione scientifica) è senza dubbio arte visuale anch’essa, una tecnica di espressione estetica raffinata nei suoi obiettivi, che racchiude in se l’utile, ovvero l’efficacia di fornire una informazione di natura tecnica, ambientale o scientifica, ma anche il bello di poterla porgere secondo una forma comunicativa accattivante per i sensi e l’intelletto.

Quella di ISPRA TV è una piccola realtà on-line della comunicazione pubblica, possiamo dire nata forse un po’ di straforo nel panorama amministrativo che fa fatica a staccarsi da una visione monolitica, da un ambito di gestione amministrativa  che non ha forse mai colto in pieno tutte le potenzialità che questo mezzo possiede in termini di divulgazione ambientale/scientifica. Sin dai primi tempi di vita di quella che da oltre otto anni viene definita come la “web tv dell’Ispra” -  anche se la rete non è l’unico supporto divulgativo - si sono profilate le caratteristiche  del prodotto. Ovvero una sorta di strumento per la comunicazione ambientale di tipo audiovisivo volta alla comprensione di tematiche ambientali, da parte dei cittadini, ma soprattutto pensata per dialogare con il pubblico, nel tentativo di affermare  un rapporto di conoscenza a due vie, ma con uno spazio significativo  in un ambito di citizen jounalism.

Senza addentrarci nell’aspetto descrittivo del mezzo, irrilevante in questo contesto, è opportuno dire  semplicemente che il concetto che ha animato l’ideazione e la realizzazione di  ISPRA TV è stato quello di poter riuscire ad individuare  nella divulgazione scientifica, (ambientale)  un punto d’ incontro tra il mezzo, la tecnica espressiva e l’argomento tecnico ambientale (in prevalenza) che avesse caratteristiche comunicative video-artistiche, nel senso di operare un modesto tentativo di accostamento tra la scienza le  arti visive senza che necessariamente questo potesse apparire in parte  come una contraddizione.

Sul fatto della presunta incoerenza, sembrerebbe scontato che le cose non stiano così. Certamente in ambito televisivo, cinematografico e anche digitale in generale la contraddizione è perlopiù superata.

Non lo è affatto se parliamo di un ambito di comunicazione pubblica, della comunicazione relativa alla Pubblica Amministrazione, dove una serie di fattori, perlopiù legati a una sorta di “ritrosia burocratica”, rigurgiti  della lontana era pre-Bassanini, che intellettualmente oggi  ancora purtroppo limita il legame tra due discipline solo apparentemente distanti tra loro:  l’arte e la scienza.

 


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