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Piccoli borghi d’Italia

Valorizzazione del Borgo Appio a Grazzanise in Terra di Lavoro

Emma Buondonno
Giovanna Farina, Aniello Greco, Marcello Peluso (a cura di)
25,00 €
20,00 €
Sconto5,00 €

alt collana Ricerche e Progetti di Architettura e di Urbanistica
alt 21 cm x 21 cm
alt brossura
alt 200 pagine
alt 54 immagini a colori
alt 2017-06
alt ISBN 978-88-89972-70-0
alt opera in libero accesso

Lo studio di valorizzazione del Borgo Appio di Grazzanise si inserisce all’interno di una strategia che a partire dal 2007 ha riguardato l’Agro Caleno con i diciotto comuni che vi fanno parte. Il masterplan dell’Agro Caleno è stato pubblicato nel 2008 e successivamente gli approfondimenti progettuali sono stati svolti per il Parco Fluviale e le terme di Francolise, il Parco Archeologico dell’Antica Cales di Calvi Risorta, la pianificazione dei comuni di Santa Maria La Fossa, Teano e della stessa cittadina di Grazzanise.
delle trasformazioni storiche e delle caratteristiche dell’armatura urbana attuale è la spinta necessaria alla base dei progetti proposti ed illustrati nel presente studio. In particolare il Borgo Appio di Grazzanise è il nucleo centrale del piano di appoderamento dell’Opera Nazionale dei Combattenti, ONC, degli anni ’30 e ’40 del secolo scorso per soddisfare l’urgente bisogno di offrire alloggi e autosostentamento ai reduci di guerra e alle loro famiglie. Il Borgo Appio di Grazzanise è un esempio interessante in quanto, a differenza di numerosi altri nuclei, non è stato del tutto abbandonato ed è ancora abitato da un circoscritto numero di famiglie. Nel Borgo Appio si identifica tutto il comprensorio del Comune di Grazzanise che si estende a nord del Fiume Volturno con la presenza dei grandi allevamenti bufalini e la campagna coltivata per la produzione del fieno e degli erbai per le mandrie. Nell’ambito degli studi, inoltre, di pianificazione a livello comunale di Grazzanise sono emerse altre due esigenze. Da un lato realizzare un centro di eccellenza della produzione della mozzarella di bufala campana e, dall’altro, per contrastare la desertificazione intellettuale dei giovani che scegliendo formazioni più qualificate di tipo universitario per l’avvio delle attività lavorative scelgono sempre di più destinazioni al nord Italia se non all’estero in altri Paesi e città europei, la realizzazione della prima Scuola Internazionale della Provincia di Caserta. Quest’ultima ipotesi progettuale, centrale rispetto ai programmi governativi di questi anni come Scuole Belle, Scuole Sicure, Scuole Innovative, è stata, in maniera irresponsabile, contraddetta dalla ricaduta delle scelte del governo regionale che ha escluso l’intera Provincia di Caserta dal programma di finanziamento per la realizzazione di una Scuola Innovativa. Si ricorda che la Regione Campania per il programma delle Scuole Innovative ha destinato le risorse del Governo a guida Renzi soltanto alle città di Casoria per l’area metropolitana di Napoli, al comune di Montemiletto per la Provincia di Avellino e, infine, al comune di Sala Consilina per la Provincia di Salerno. Anche la Provincia di Benevento, oltre a quella di Caserta, non ha visto assegnato alcun fondo per tale programma. Una questione ancora più inspiegabile è stata la scelta di assegnazione di un budget più del doppio di quelli previsti per Casoria e Montemiletto per il comune di Sala Consilina. Scelte dettate dalla politica “nostrana”.

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