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La città di Parmenide: ritorno ad Ascea città media

Emma Buondonno
Giovanna Farina, Aniello Greco, Maria Luisa Scotto Lavina, Fulvio Ricci (a cura di)
Rossella Russo, Roberta Sabia (con il contributo di)
25,00 €
20,00 €
Sconto5,00 €

alt collana Ricerche e Progetti di Architettura e di Urbanistica
alt 26 cm x 21 cm
alt brossura
alt 96 pagine
alt 127 immagini a colori, 5 in b/n
alt 2015-11
alt ISBN 978-88-89972-57-1
alt opera in libero accesso

[…] scaturisce l’attenzione verso la rigenerazione urbana di Ascea e l’esigenza di valorizzare attraverso un piano di recupero prudente del sistema attuale della città articolata sostanzialmente in tre parti ben definite: la città archeologica, il centro storico e la fascia costiera. Il punto di forza di Ascea è senza dubbio la separazione di queste tre emergenze che si sono sviluppate nel corso dei secoli senza stratificarsi verticalmente una sopra l’altra ma, al contrario sorgendo su parti differenti del territorio senza che una distruggesse la città precedente. Questo aspetto che potrebbe apparire come una frammentazione o una disgregazione del tessuto insediativo in realtà oggi rappresenta un grande valore aggiunto in quanto consente interventi specifici e coerenti con la natura e la storicità di ciascuna parte. In particolare, infatti, la città archeologica può essere oggetto di interventi assolutamente congruenti con il sito archeologico e con le ragioni del restauro archeologico. Il sito archeologico di Elea-Velia non presenta le difficoltà di gestione delle buffer-zones delle aree archeologiche inglobate nelle città storiche stratificatesi successivamente per strati verticali come i casi di Rione Terra e il centro storico a Pozzuoli o Ercolano e la stessa Neapolis e Palepolis. Il centro storico di Ascea, analogamente, pur costituendo ancora oggi il cuore pulsante della cittadina, per la sua posizione geografica non è stato oggetto dell’intensa edificazione del recente passato post-bellico. La fase storica della crescita urbana più significativa di Ascea è legata allo sviluppo del centro turistico della fascia costiera per la bellissima spiaggia di oltre sei chilometri che si estende tra i centri altrettanto noti del Cilento di Casal Velino e Camerota. La fascia costiera pur essendo cresciuta secondo modalità spontanee di un turismo familiare orientato al bacino regionale o tutto al più nazionale, senza proiettarsi verso una dimensione internazionale che il sito archeologico avrebbe certamente consentito, oggi permette la progettazione del waterfront di Ascea Marina attraverso la sperimentazione della rigenerazione urbana più qualificante rafforzata dal collegamento ferroviario che lambisce la piana di Velia, il sito archeologico e con la Stazione F.S. a servizio della fascia costiera stessa. Il sistema delle tre città, archeologica, storica e marina, che in passato ha rappresentato forse un punto di debolezza dello sviluppo urbano di Ascea, oggi può tramutarsi in una grande risorsa per la vision della città futura che affonda comunque le sue radici in un paesaggio naturale di grande pregio e nella storia del sito archeologico e del centro arroccato sulle pendici delle colline che racchiudono la baia. Un progetto di città che deve sfidare con coraggio i tempi della grave crisi economica in atto in Italia come in Europa e allo stesso tempo i rischi della desertificazione intellettuale di cui si è detto in premessa. Ma senza il progetto di città media, rendendo stanziali i circa 40 mila turisti stagionali del periodo estivo, non ci sarà altra strada da percorrere se si intende realmente coniugare la qualità della vita con il buon governo e il bel paesaggio.



Presentazione del volume presso l'Ordine Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori di Napoli e Provincia, in piazzetta Matilde Serao 7, Napoli, venerdì 18 dicembre 2015, ore 10:00.



Presentazione del volume presso Palazzo Ricci ad Ascea, martedì 22 dicembre 2015.

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